Dazi USA del 20%: un colpo all’economia piemontese?

L’annuncio dell’introduzione di dazi del 20% da parte degli Stati Uniti sulle merci provenienti dall’Unione Europea ha sollevato preoccupazioni significative per l’economia piemontese.

Con un export verso gli USA che nel 2023 ha raggiunto i 5,66 miliardi di euro, il Piemonte si trova a fronteggiare una sfida cruciale per mantenere la competitività dei suoi prodotti su uno dei mercati più importanti al mondo.

Le esportazioni piemontesi verso gli Stati Uniti si concentrano principalmente in settori chiave come i mezzi di trasporto (31,5% del totale), le macchine e apparecchi meccanici (23,1%) e il comparto agroalimentare (12,1%).

Tuttavia, mentre il settore delle macchine ha mostrato una crescita costante (+69% dal 2018 al 2023), i mezzi di trasporto, pur recuperando dopo la crisi del 2020, non sono ancora tornati ai livelli pre-pandemia.

L’agroalimentare, invece, ha registrato un’espansione fino al 2021, seguita da un lieve calo.

A livello provinciale, Torino domina l’export regionale con oltre il 50% del totale, seguita da Cuneo (12%) e Novara (7%).

Torino, in particolare, si distingue per la forte presenza nel settore dei mezzi di trasporto e delle macchine meccaniche, mentre Cuneo eccelle nell’agroalimentare (+58% dal 2018). Biella, seppur con volumi minori, ha visto una crescita significativa nel tessile (+71%).

Tabella export Piemonte in USA per Provincia
Tabella export Piemonte in USA per Provincia

Oltre all’export, il Piemonte mantiene un rapporto commerciale significativo con gli Stati Uniti anche sul fronte delle importazioni.

Nel 2023, il valore delle importazioni piemontesi dagli USA ha raggiunto circa 1,71 miliardi di euro, segnando una crescita del 36% rispetto al 2018.

Tra i principali beni importati figurano i prodotti chimici, le macchine e apparecchi meccanici e i prodotti alimentari.

Tabella Import-Export tra Piemonte e USA
Tabella Import-Export tra Piemonte e USA

Torino si conferma la provincia con il maggior volume di importazioni, seguita da Novara e Alessandria.

Questo flusso commerciale bilaterale evidenzia l’importanza degli Stati Uniti non solo come mercato di destinazione, ma anche come fornitore strategico per il tessuto produttivo piemontese.

Tuttavia, l’introduzione di dazi potrebbe influire negativamente anche su queste dinamiche, aumentando i costi di approvvigionamento per le imprese locali e incidendo sulla competitività di alcuni settori chiave.

L’introduzione dei dazi del 20% da parte degli Stati Uniti potrebbe avere un impatto significativo su alcuni settori chiave dell’economia piemontese.

Il comparto agroalimentare, che nel 2023 ha esportato prodotti per oltre 400 milioni di euro, rischia di subire una contrazione della domanda americana, con conseguenze particolarmente rilevanti per i produttori di vino e formaggi a denominazione d’origine.

Il settore lattiero-caseario, con esportazioni pari a 150 milioni di euro, potrebbe essere penalizzato dall’aumento dei costi per i consumatori oltreoceano.

Il comparto manifatturiero, che rappresenta circa il 30% delle esportazioni regionali verso gli USA, potrebbe vedere una riduzione degli ordini, con un impatto diretto sull’occupazione e sulla competitività delle imprese piemontesi.

In particolare, il settore dei macchinari industriali e della componentistica avanzata, che ha registrato una crescita costante negli ultimi anni, potrebbe essere messo a dura prova.

A livello territoriale, Torino emerge come la provincia più esposta, con esportazioni verso gli Stati Uniti pari a 3,2 miliardi di euro, seguita da Cuneo (1,5 miliardi), Alessandria (850 milioni) e Novara (750 milioni).

Queste aree, caratterizzate da una forte presenza di aziende medio-piccole specializzate in nicchie di mercato, potrebbero risentire maggiormente delle nuove barriere tariffarie.

L’introduzione dei dazi potrebbe tradursi in un aumento dei costi per le imprese piemontesi, riducendo la competitività dei prodotti e penalizzando settori già vulnerabili.

Tuttavia, la diversificazione delle esportazioni, con una crescente presenza di settori come le macchine meccaniche e i prodotti chimici, potrebbe offrire un margine di resilienza.

Le aziende piemontesi saranno chiamate a monitorare attentamente le dinamiche internazionali e a esplorare strategie innovative per mitigare l’impatto di queste nuove barriere commerciali.

I dazi USA rappresentano un ostacolo per le imprese piemontesi, ma anche un’opportunità per ripensare strategie di internazionalizzazione e rafforzare la competitività sui mercati globali.

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